Cosa direbbe Cyrano a Franceschini?

Quello che segue non è nient’altro che uno scherzo, una burla.

È un piccolo gioco di immaginazione, serissimo nella mia volontà, che deve la nascita ad un’iniziativa promossa dall’attuale Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini.

L’iniziativa è la seguente: il 22 Ottobre 2016 ci sono stati i TEATRI APERTI. Cosa vuol dire? Vuol dire che non si è pagato il biglietto, che si è entrati gratis, che è poi la stessa moneta con cui verrano retribuiti per quel giorno i lavoratori dello spettacolo coinvolti nell’iniziativa, cioè nessuna,  in quanto per la realizzazione dell’illuminata idea non è stato stanziato nemmeno un soldino.

Sarà per il fatto che mio nonno mi ha sempre insegnato che non si regalano le cose degli altri, sarà per il fatto che il mio mestiere è scrivere e dire e poi ridire e ancora scrivere per poi ridire ancora, ma ho cercato (sempre per scherzo e sempre per burla, ma sempre sul serio) di immaginare come un Cyrano qualsiasi avrebbe potuto commentare una tale iniziativa, di fronte al Ministro Dario VALVERT Franceschini.

Ministro Franceschini, oltre alla festa del teatro se ne potevan dire…. ma ce n’erano a josa,
variando di tono.
Si potea, putacaso, dirci, in tono aggressivo: Se aveste ancora fondi, ve li farei tagliare!
Amichevole: l’attor che non lavora dèe pescar nel cassonetto, fornitevi di qualche arnese adatto.
Descrittivo: è visibilità, è opportunità, è prestigio! Macchè! È un privilegio, parola d’onore.
Curioso: a che serve esser pagati signore? Forse a comprar cicche o portatabacchi?
Vezzoso: amate dunque a tal punto l’arte che vi preoccupaste con amore altezzoso di offrir recitazione per un compenso decoroso?
Truculento: Ehi giullare, quando nell’applauso di sudor siete macchiato, non gridano i vicini: Sembra che abbia lavorato?
Cortese: state attento che di codesta professione, il peso non vi mandi chino, a pecorone.
Tenero: provvedetevi d’un lavoro ben pagato, perchè il suo bel teatro la farà star protestato.
Pedante: l’animale mitologico che sembra che si chiami inps-enpals-exenpals-imaie-nuovoimaie-siae ha tante parole e tanta carta ma il contraente non contrae.
Arrogante: Ohi saltimbanco è di moda la dizione? Pagami lo stage e potrai fare l’audizione.
Enfatico: alcun bando o offerta magistrale, potrà affatto sostentarti, a prestazione occasionale.
Drammatico: hai il conto in rosso, è un’ emorragia!
Ammirativo: bella quando è gratis la regia!
O in fin parodiando Piramo tra i singhiozzi: eccolo il mendicante attore, che la bellezza del suo gentil costum distrusse, neanche un soldo per pagar la sarta, che infin lo rattoppasse.
Ecco ciò che avreste detto, se non aveste l’intelletto di un inetto.
Ma di spirito voi, miserrimo furfante,
mai non ne aveste un pezzettino,
e di lettere tante quante occorrono a fare la parola: cretino.
Ma come avete udito noi attori
abbiam la forza di dirceli uno a uno,
ma mai permetterm che un altro
ci prenda per il culo.

Senza affetto, Emiliano Luccisano. Attore