Nella prima parte della mia vita, ho giudicato una sciocchezza il fatto che si nasce essendo portati a fare qualcosa oppure difficilmente la si può imparare. Pensavo che si è più o meno predisposti a fare delle cose piuttosto che delle altre, ma che ciò non pregiudicasse totalmente la realizzazione o meno dei propri obiettivi.

In parte la penso ancora così, in parte mi sono dovuto ricredere. Il problema è che spesso abbiamo doti molto accentuate in dei mestieri che non amiamo particolarmente. Nel mio caso questa cosa è avvenuta due volte.

 

Prima di riuscire a vivere del mio mestiere (quello di Attore/Autore) ho lavorato per svariati anni in un supermercato, di quelli da battaglia. Beh, che ci crediate o no, io ero il miglior cassiere del mondo. Smaltivo una fila di 20 carrelli pieni in meno di 10 minuti (imbustaggio compreso). Non che la cosa mi solletichi particolarmente l’ego, però è così: se ci fossero delle gare con dei soldi in palio parteciperei sicuramente.

La seconda, e qui interviene l’ironia della sorte, è la scrittura. Io scrivo da sempre. O meglio, so scrivere da sempre. Qualsiasi cosa richieda un autore, la riesco ad eseguire con ottimi risultati. E questo si, da sollievo al mio ego (che io chiamo Umberto, così, per rimanere in tema). L’unico problema è che io mi sono avvicinato alla scrittura esclusivamente per avere qualcosa da recitare, per poter dire quello che volevo dire, come lo volevo dire. Punto. Non avevo previsto che qualsiasi persona, artista, attore o regista che passasse sulla mia strada, prima o poi mi avrebbe chiesto di scrivere per lui/lei/loro.

Non è una lamentela eh, anzi, spero che questa cosa non si interrompa mai più e lo spero soprattutto per il futuro di mia figlia. Scrivere delle storie è meraviglioso, poter cambiare le strade e scuotere l’emotività assopita della gente è una sensazione esplosiva. È il processo creativo che soffro, mamma mia quanto lo soffro! In verità soffro anche i debutti (e pure ogni singola replica), ma io l’attore l’ho sempre voluto fare; me la sono cercata, non posso arrabbiarmi con me stesso. Mentre l’autore no, l’autore non lo volevo fare. O meglio, non avevo previsto di volerlo fare. Io autore lo sono, che è diverso.

Detto, questo non so se ve ne siete accorti ma in giro ci sono tantissimi attori e praticamente nessun autore, in rapporto. Questo è presto spiegato: fare finta di essere un attore nel teatro commerciale di oggi, è molto più semplice di far finta di essere un autore (c’è qualche mascalzoncello eh, per carità, ma si evidenzia facilmente). Di conseguenza per gli scrittori c’è un po’ di lavoro in più.

Se siete curiosi e volete provare, ho composto una piccola guida riguardo alle regole necessarie per scrivere un testo teatrale. La trovate sul portale attoredinamico.it , cliccando sul link qui sotto:

10 regole per scrivere un testo teatrale

Ci ho messo molto ad amarla la scrittura, molto tempo. Ancora oggi ogni tanto litighiamo, ma diciamo che ormai è un rapporto stabile che da i suoi frutti. Anche perché scrivendo 12 ore al giorno, spaziando dalla televisione alla prosa, passando per il cabaret nazionale e per la canzone popolare si acquisisce un’incredibile velocità di pensiero ed efficacia nei risultati (e cinismo nell’approccio).

Si può dire che fino ad ora nella mia carriera ho ottenuto tutto grazie alla scrittura. E infatti questo è la scrittura per me: una grazia e una condanna.