Sono un Autore Televisivo, un Regista e un Attore (vengo dalla prosa ma vado dove mi mandano).

Sono nato il 5 Giugno del 1987. La mia prima volta sul palcoscenico corrisponde più o meno allo stesso giorno, ma del 1990, con la prima recita dell’asilo, più o meno come tutti noi. Chissà perché poi qualcuno smette e qualcun’altro continua. In realtà la primissima volta fu la recita di Natale, una lettura di poesie scritte dagli stessi interpreti: praticamente un reading, quindi non conta (non mi piacciono i reading). Fatto sta che per fortuna (o per sfortuna, questo devo ancora capirlo), da quel giorno non è passato un anno in cui io non abbia calcato la scena, una qualsiasi.

Nonostante una latente pigrizia, ho sempre subito una sorta di attrazione psico-fisica per la materia teatrale, cosa che mi ha spinto nel 1997 ad iscrivermi al primo laboratorio, offerto dalla mia modesta scuola media. Questo laboratorio in realtà, era incentrato sulla pantomima. Lì per lì non ebbe molta importanza, ma la cosa mise le basi per il mio percorso futuro. Il corso era tenuto dal Prof. Antonio Avolio che di professore non aveva proprio nulla (un mimo di sinistra che faceva pure piano bar), ma se mai dovesse leggere queste righe, ci tenevo a ringraziarlo.

Approdato alle scuole superiori, intendevo fortemente continuare il mio percorso laboratoriale, ma la mia scuola non offriva nulla di adeguato. E allora con la strafottenza dei miei 15 anni mi sono detto: “Il laboratorio me lo faccio da solo” (non mi sono detto proprio così, ma è necessaria un po’ di sintesi). Fatto sta, che la scuola approva il progetto e finanzia (con 50€ e tante pacche sulla spalla) il mio piccolo laboratorio. Quell’incontro settimanale era in realtà molto poco interessante, anche perché non avevo molto da dire, ma servì molto a me per capire che la regolarità con cui ti si presentano alcune difficoltà è l’unica cosa che ti consente di superarle (scoprendo in maniera empirica soluzioni tecniche sorprendenti ed inaspettate).

Per una serie di eventi (insieme al mio amico e collega di sempre, Simone Corda) entro in contatto con il fu produttore di Robertino (avete presente la canzone “…con un bacio piccolissimo…” … eh…lui), un certo Echeoni. Questa persona ci trascinò in un’ improbabile tentativo di messa in scena di un testo improponibile ai più, durato un anno e mezzo e conclusosi senza mai andare in scena. La cosa positiva è che a dirigere questo carrozzone improbabile c’era Amedeo Fusco. Amedeo è stata una figura molto importante nella mia formazione, il classico mastro di bottega, quello che ti insegna il mestiere a bastonate. Con lui capii che la scena non era un luogo amichevole, non era un posto sicuro e accogliente.

Di contro però, fu impossibile nascondere ai miei occhi la magia che sprigionava. Soldi non ce n’erano e così, per avere dei testi originali da portare in scena che soddisfacessero in pieno le mie esigenze di sperimentazione, presi la penna in mano ed iniziai a scrivere e a dirigere i miei lavori (non sospettando che tutto ciò sarebbe diventato un giorno la mia occupazione principale).

Amedeo Fusco gestiva un carrozzone di più di venti artisti, ognuno con i suoi pezzi e le sue follie (ma tutti con le stesse rotture di coglioni, come sempre). Iniziarono 5 anni di esperienze straordinarie: spettacoli e manifestazioni in ogni luogo di Roma e provincia (in luoghi importanti come il Sala Umberto e Castel Sant’Angelo e in luoghi meravigliosi come il Rossini e il piccolo Teatro Flaiano, un palco incantevole). E poi le tournée in tutto il sud Italia, giorni interi passati nei teatri a parlare di Carmelo Bene e a fare scrittura di scena: praticamente, ogni sera uno spettacolo diverso.

Dopo tutto questo, era evidente (e pressante) in me, la necessità di acquisire un bagaglio tecnico che mi permettesse di non avere limiti espressivi. Leggevo Artaud, Barba, M.Cechov, Mejerchol’d, Grotowski, Costa e molti altri maestri (si, pure Stanislavskij… nun sia mai!) e sentivo di non riuscire ad apprendere in pieno i sentieri che le loro idee avevano tracciato. Approdo così, con i miei 20 anni, al Cantiere Teatrale, il laboratorio di Arti sceniche diretto all’epoca da Paola Tiziana Cruciani (la mia mamma teatrale, che non ha bisogno di presentazioni). È un luogo di cui mi innamoro fin da subito. Il clima lavorativo è esplosivo, gli insegnanti esigenti e preparati (Alessandra Fallucchi, Augusto Fornari e Giovanni Carta, tre artisti di una levatura invidiabile) ed il luogo fatto su misura (l’attuale Teatro Ambra alla Garbatella, in Roma). Mi piace talmente tanto che dopo un paio di mesi o forse meno, convinco il segretario a farmi lasciare le chiavi ed inizio persino a dormirci.

È qui che incontro due compagni di Accademia che saranno fondamentali per la mia carriera e per la mia vita: Ilary Artemisia Rossi e Claudio Cappotto (con uno condivido una passione smodata per Sylvester Stallone, con l’altro mi sono sposato e ho fatto una figlia… decidete voi con chi dei due ho fatto cosa). Con loro condivido la curiosità e il desiderio di spingere i limiti in luoghi sconosciuti. Le lezioni finivano alle 13.30, poi un piccolo pranzo (neanche sempre) e per il resto della giornata ci chiudevamo in teatro (anche con un’altra collega, Aurora Piermarini Bilato) a provare, provare, provare. Allenavamo il nostro corpo attoriale e nutrivamo la nostra anima. Questo fino a quando faceva buio (spesso notte compresa) e poi si tornava a casa… loro perchè io dormivo lì. Da tutto ciò nasce la Compagnia Controcorrente, una macchina da palcoscenico. Tre commedie inedite l’anno con un nucleo di spettatori che è passato in poco tempo dai 250 del primo spettacolo ai 1200 dell’anno successivo. Non spenderò troppe parole sulla Compagnia Controcorrente, anche perché è in piena salute e ha un sito, che potete comodamente visitare: www.compagniacontrocorrente.it .

Con la Compagnia Controcorrente, la preparazione di ogni spettacolo è preceduta da almeno 15 giorni di training e ricerca, seguiti poi da un paio di mesi di prove. Spesso questa cosa risulta esagerata. Viviamo dei tempi in cui il teatro non ha più nulla a che vedere con il teatro, si va di corsa, l’importante è che si faccia, l’importante è che si lavori. A nessuno, o forse a pochi, è venuto il dubbio che questo atteggiamento provochi esattamente l’effetto contrario. Beh, a noi il dubbio venne all’epoca e persiste tutt’ora. Anche perché i risultati arrivavano eccome, non solo scenici e di botteghino, ma anche di una crescita e consapevolezza tecnica esponenziale (sapete, avere la fortuna di provare per 6 ore al giorno praticamente per 5 anni di fila non capita sempre: te la devi creare).

Non ci limitavamo solo a sperimentare tra di noi, ma organizzavamo dei veri e propri stage privati ad uso esclusivo della compagnia con i migliori professionisti che riuscivamo a rintracciare.

In mezzo a tutto questo, arrivammo un’estate a San Miniato, dove si tiene la famosa e straordinaria European School of the art of the Actor (che nome, caspiterina!). In questo stage estivo della durata di circa un mese tra le verdi colline toscane, si riuniscono i migliori insegnanti delle accademie più importanti del mondo. Qui, a primo impatto, respiriamo un’aria europea straordinaria e capiamo il disastro dell’aria italiana. Qui esiste il corpo, esiste la biomeccanica, esiste un livello di scrittura scenica di una levatura esplosiva, di quelle che colpiscono allo stomaco. Io da bravo italiano, mi avvicino con diffidenza, non sapendo ancora che quell’esperienza avrebbe tracciato e continua ancora a tracciare, il mio percorso di attore e formatore.

Forse da questo “CHI SONO” vi aspettavate una sorta di curriculum. Io no, anche perché non credo che un elenco di spettacoli, fiction e trasmissioni televisive sia interessante come una vita. Per far si che una storia sia di ispirazione, ad esempio, per chi comincia, è male guardare i traguardi ed è bene studiare i percorsi. A tal proposito, vi dico che nel mio percorso ha sempre occupato una parte fondamentale l’ambito laboratoriale. È ovvio, per fare questo mestiere, l’unico modo è studiare h24, senza soluzione di continuità e in situazioni adeguate ai nostri obiettivi. Esiste però un gran numero di persone che un po’ per motivi di età, un po’ perché la vita li costringe a passare la vita in altri luoghi, un po’ perché non hanno ben presente in cosa consista effettivamente questo meraviglioso mondo (anche a causa di esperienze sfortunate) non hanno un luogo di studio che non li obblighi a una frequenza giornaliera ma che allo stesso tempo fornisca loro degli strumenti professionali per vivere quest’arte in modo pieno e appagante.

Con questo intento nasce quattro anni fa la realtà del TEATRO LABORATORIO (cliccando sul link si aprirà una pagina del sito dedicata) che con le due sedi presenti a Roma colleziona riconoscimenti e adepti in un clima sorprendentemente stimolante da tutti i punti di vista.

Ovviamente in tutto questo esiste anche un percorso dedicato a l’attore o l’attrice lo fa di professione. In questi anni di studio e soprattutto di palcoscenico si è concretizzato nella mia pratica teatrale un metodo (che come ogni buon metodo non possiede dei dogmi fissi ma è in continua evoluzione) che accentra il nucleo di ricerca sul corpo e sulle sue potenzialità espressive (da cui si diramano tutti gli altri elementi interpretativi). Questo metodo prende il nome di BIODINAMICA©. Grazie a questo nasce un portale dedicato: ATTOREDINAMICO.IT . È un portale fatto a misura di attore: contiene esercizi, monologhi, consigli e manuali per affinare la propria tecnica. Non mi dilungherò oltre a riguardo (se volete saperne di più, basta visitare il sito), se non per dirvi che questo progetto è stato realizzato e continua ad essere sviluppato con un altro amico e socio di sempre, il poliedrico Alessandro Lozzi, che ringrazio.

Per concludere vi faccio un piccolo e brevissimo riassunto di quello che ho fatto e faccio tutt’ora:

  • Ho scritto e recitato per molte compagnie teatrali.
  • Ho curato la regia di molte compagnie di prosa e di personaggi televisivi e non.
  • Ho scritto ed interpretato una serie web che ha ricevuto molti riconoscimenti:
    ESKIMO (Regia Ilary Artemisia Rossi).
  • Ho scritto in varie trasmissioni per RAI e LA7 (tra cui Servizio Pubblico di Michele Santoro)
  • Sono autore di alcuni personaggi televisivi (comici).
  • Ho vinto il PREMIO INTERNAZIONALE DELLA SATIRA D’ATTUALITÁ 2015 con il format CANTA LA NOTIZIA insieme ai miei colleghi Dado e Marco Terenzi
  • Formo e preparo attori da più di 4 anni.
  • Ho curato la regia per i live di alcuni gruppi musicali.